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Comunicati Stampa di MasciariComunicato stampa di Pino Masciari in risposta alle note del ViminaleInserito da Andrea Masciari... il Gio, 10/07/2008 - 01:56Il 9 luglio 2008 sono usciti degli articoli (1 - 2 - 3) basati su una nota del Viminale riguardo l'articolo su Pino Masciari e l'inchiesta sui Testimoni di Giustizia pubblicati sul Corriere della Sera. In risposta pubblichiamo il comunicato stampa di Pino Masciari a puntualizzare la situazione che lo riguarda:
In relazione alla nota del Viminale diffusa in riferimento all'articolo del Corriere della Sera dell'8.7.2008 e relativo ai testimoni di giustizia – pur senza alcun spirito polemico ed attenendomi ai fatti - intendo precisare quanto segue: - la Masciari costruzioni era una delle piu' importanti imprese edili della Calabria. Aveva circa 100 dipendenti fissi piu' decine di collaboratori, contratti in Italia e all'estero per decine di miliardi di lire, attrezzature per miliardi di lire. - mia moglie, giovane odontoiatria, aveva uno studio ben attrezzato, clienti ed ottime prospettive di lavoro; il nostro tenore di vita era buono: avevamo la nostra casa, la casa al mare, altri immobili di proprieta', i familiari vicino ecc...; 'NDRANGHETA: MASCIARI, STATO MANDA AL MACELLO CHI LA COMBATTE (AGI)Inserito da Andrea Masciari... il Gio, 26/06/2008 - 19:39
'NDRANGHETA: MASCIARI, STATO MANDA AL MACELLO CHI LA COMBATTE
(AGI) - Vibo Valentia, 26 giu. - "Il taglio della scorta al magistrato della Dda Marisa Manzini e ad altri che al pari di lei sono quotidianamente impegnati nella lotta alla criminalita' organizzata e' la riprova che lo Stato, oltre a non voler combattere questo terribile fenomeno, vuole mandare al macello tutti coloro che quotidianamente lo combattono con i fatti". Ad affermarlo e' Pino Masciari, uno tra i piu' importanti testimoni di giustizia, dalla localita' segreta dove si trova con la sua famiglia da oltre 10 anni in continuo pericolo di vita per aver denunciato le cosche piu' pericolose della Calabria. "Il 19 gennaio del 2005 - denuncia l'ex imprenditore vibonese - ho presentato ricorso contro la revoca del programma di protezione al Tar del Lazio ed ancora non c'e' stata una sentenza. Come se non bastasse, adesso a subire sono anche magistrati come la Manzini che stanno lavorando giorno e notte per liberare la Calabria dalle numerose cosche che non la fanno crescere. A questo punto non ci resta altro che andare tutti a Roma, dinnanzi al palazzo del Governo per protestare con tutti i mezzi, compreso lo sciopero della fame, l'unica arma che ci resta. E a tale proposito - aggiunge Masciari - che sta ricevendo attestati di solidarieta' da tutto il Paese, c'e' gia' l'adesione non solo dei testimoni di giustizia, ma anche quella dei collaboratori e di numerose personalita' della cultura e dello spettacolo". (AGI) Red
Gli articoli della Stampa: Lo Stato invitato a ripensarci Dura reazione scorta tolta a PM Manzini
Smentita, Pino Masciari resta in CalabriaInserito da Robi il Ven, 25/04/2008 - 11:15Pino Masciari smestisce ogni notizia che affermi la sua partenza dalla Calabria. Ribadiscie che come affermato nel comunicato stampa del 31 Marzo, rimarrà in Calabria a tempo indeterminato, fino alla soluzione del suo caso che significa innanzitutto la garanzia di sicurezza per se e per la sua famiglia, e la possibilità di reintegrazione nel suo ruolo sociale di imprenditore. Pino Masciari ricorda in oltre di non essere direttamente responsabile delle manifestazioni spontanee in suo sostegno in tutta italia, ringrazia per la solidarietà e la vicinanza dimostrata dai liberi cittadini, e invita tutti a mantenere atteggiamenti rispettosi della Costituzione e delle Istituzioni.
aggiornamento 4 aprile 2008Inserito da Robi il Ven, 04/04/2008 - 17:35Oggetto: Comunicato stampa imprenditore Pino Masciari, testimone di giustizia. Dopo sei giorni dal mio rientro in Calabria, voglio esprimere la mia gratitudine verso chi si è già mobilitato e si sta mobilitando in queste ore per starmi vicino: ringrazio i presidi e le mobilitazioni davanti alle prefetture delle città di Torino, Vercelli, La Spezia, Asti, Napoli, Trento, Taranto, Ferrara e Bari e quanti mi hanno pubblicamente sostenuto. Esorto tutti i settori produttivi calabresi, imprenditori, commercianti e cittadini ad assumere una posizione netta ed un ruolo attivo e concreto nella lotta contro l’arroganza mafiosa tramite la denuncia. Ho intrapreso questo viaggio perché credo fermamente che le Istituzioni possano garantire i diritti miei e della mia famiglia. Non mi muoverò dalla Calabria finché ciò non avverrà e resto fiducioso che il vice Ministro Marco Minniti sarà decisivo nella risoluzione della mia vicenda che nel frattempo ha registrato un potenziamento della mia sicurezza in Calabria così come l’attivazione delle misure di sicurezza per mia moglie e i miei figli presso la località segreta. La risoluzione del mio caso significherà non solo libertà per Pino Masciari e per la sua famiglia, ma un messaggio di riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini che affrontano battaglie di libertà e giustizia nella legalità. Ultima intervista rilasciata a Radio Flash
Comunicato Stampa di Pino MasciariInserito da Federica Mascia... il Gio, 03/04/2008 - 14:13Mi conforto delle parole del Presidente Forgione, parole che sottolineano la necessità di avere fiducia in una soluzione positiva anche se la nota ricevuta ieri dal Viminale non indicando tempi e modi, risulta generica e non permette di giungere alle Sue stesse conclusioni. Si riferisce unicamente all’aspetto del reinserimento lavorativo senza citare il tema per me prioritario della sicurezza e induce ad un'interpretazione di ulteriore dilazione dei tempi di soluzione in quanto la nota così cita: “[…] Riconosco che questo Governo ha riaperto una situazione che altri avevano chiuso grazie anche all’attività della Commissione Antimafia che si è adoperata in tal senso, ma speravo che il Ministero degli Interni avrebbe compreso che ulteriori rinvii non fossero più sopportabili per la mia famiglia nella considerazione che la mia sofferta vicenda si protrae scandalosamente da undici anni, anni nei quali ho sempre manifestato il mio alto senso dello Stato e rispetto delle Istituzioni. Comunque continuo ad oltranza la mia protesta in Calabria e replico la richiesta di asilo politico o l’adozione della mia famiglia alle altre Nazioni, fino all’effettiva e concreta soluzione al mio caso. Sono obbligato unicamente dalla responsabilità nei confronti della mia famiglia e agisco al fine di liberarla dalla sofferenza oramai divenuta insopportabile e insostenibile. Non ho permesso, non permetto e non permetterò che si faccia strumentalizzazione politica sulle nostre esistenze, e percepisco che le persone che si accostano a me lo fanno perché credono in questa causa di Giustizia e comprendono il dolore di questa fatica e la vogliono condividere al di fuori di ogni etichetta e con spirito costruttivo. Incontro con la Stampa oggi a ViboInserito da Robi il Mar, 01/04/2008 - 10:46Oggi pomeriggio saremo a Vibo Valentia per la conferenza stampa, aspettiamo tutti gli amici di Pino che potranno raggiungerci. Ecco il comunicato stampa:
Comunicato Stampa Giuseppe (Pino) Masciari incontrerà la stampa nella Sala del Teatrino presso Valentianum Piazza San Leoluca Vibo Valentia alle ore 14,30
Lì 1 Aprile 2008 F.to Giuseppe Masciari
Comunicato stampa 31 Marzo 2008Inserito da Robi il Lun, 31/03/2008 - 14:23 L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA COMUNICATO STAMPA Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra). Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza. Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta. La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante. Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell’Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell’Unione Europea o altra Nazione l’ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza. Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell'impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell'altro. Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai “Palazzi” di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte. Lo farò in giro per l'Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia. L’attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia. Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l’Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l’imprenditore. Addirittura il Ministero dell’Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: "non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio". Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose. . Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto. Lì 31 marzo 2008 f.to Giuseppe (Pino) Masciari Per contatti: pinomasciari@gmail.com |
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